|
marco
Nuovo Utente
3 Messaggi |
Inserito il - 21/06/2007 : 17:04:39
|
|
ho cercato di capire qualcosa MA APPENA MI AVVICINO A UNA CONCLUSIONE MI SORGONO INFINITI DUBBI: DOPO AVER LETT0 QUALCHE ARTICOLO GIUNGO A UNA STRANA CONCLUSIONE: LA DIFFERENZA TRA MODALE E TONALE E CHE IL PRIMO NECESSITA DI POCHI ACCORDI SOLO PER AVERE LA MASSIMA LIBERTA' DI ESPRESSIONE CON VARI MODI , IL SECONDO DIFFERISCE SOLO DAL FATTO CHE NELL'IMPROVVISAZIONE SI E' VINCOLATI DA UNA STRUTTURA ARMONICA PRECISA , PERDONATE QUESTO MODO ROZZO MA SONO UN DILETTANTE STRIMPELLATORE SOLITARIO , SE QULCUNO PUO' AIUTARMI SAREI FELICISSIMO CIAO A TUTTI
|
|
|
roma-jazz
Nuovo Utente
Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Guidonia
10 Messaggi |
Inserito il - 12/06/2009 : 09:47:18
|
Si, essenzialmente è così. Bravo hai colto abbastanza bene le differenze. La ripresa dello stile modale fatto da Miles Davis ed i suoi colleghi come John Coltrane, Keith Jarrett, Wayne Shorter, Bill Evans parte da un bisogno di strutture armoniche in grado di offrire più libertà di azione e meno baricentro tonale. Dal jazz modale infatti si arriva naturalmente al free jazz. A livello strettamente armonico, il jazz modale è caratterizzato dalla presenza di una serie di accordi anche molto distanti tonalmente tra loro. Accordi che hanno poco legame armonico tra loro. Questo crea una serie di blocchi armonici o sonori o di colore, su sui il musicista crea improvvisazioni, cercando di legare il tutto. Oppure si vede solo la presenza di uno o due accordi di riferimento, su cui si improvvisa liberamente. |
corso audio | casa discografica | musica jazz | vendita pianoforti | musica italiana | |
 |
|